Che bella quest’affermazione!

 Trasformare il concetto che vede la maternità come sinonimo di rinuncia è il nostro obiettivo.  Spesso, ci si confonde. La maternità, per Shea è: “Rinascita di una donna”, nonostante rappresenti un periodo davvero speciale che comporta profondi e radicali mutamenti nella nostra vita e in quella della coppia.

La maternità inizia con il concepimento. E il termine più comunemente usato per indicare questo inizio è “gravidanza”.

Cos’è allora la gravidanza? Esami, analisi cliniche, ospedali, ansie, attese … Però anche “desiderio”, di un bimbo; “scelta”, perché la maternità è organizzazione del proprio spazio e del proprio tempo; “accoglienza”, perché bisogna prepararsi ad accogliere il piccolo nel proprio corpo, nella propria vita, in casa; è “Amore” grande, che nasce appena dopo il parto; è “smarrimento”, che si vive durante il puerperio per il carico di nuove responsabilità che bisogna assumersi; è un “nodo”, fortunatamente d’amore, destinato a durate per l’eternità.

Parlare degli aspetti psicologici in gravidanza è molto importante per comprendere cosa succede nella mente di una donna durante la “dolce attesa”. Seguiranno in questi giorni altri post, su temi molto sentiti durante questo periodo quali: parto, di allattamento, bonding ecc.

 

Intanto allego l’articolo scritto dalla nostra Psicologa che, in modo chiaro e certamente riassuntivo, ha illustrato i punti salienti di ciò che avviene nella mente di una donna durante l’attesa.

 

 

Dott.ssa Pasqualina Grillo (Psicologa, esperta in psicoprofilassi ostetrica) Capodrise  (CE) pasqualinagrillo@libero.it    cell. 3332776912

Ogni donna coltiva nel proprio cuore il desiderio di diventare mamma, e per quanto la maternità sia l’esperienza più significativa ed importante, ogni donna la vive in maniera diversa.                       Che cosa accade nella mente di una donna incinta?

Il primo trimestre della gravidanza è un periodo molto particolare: molte donne vivono uno stato di benessere e di onnipotenza, ma altre provano nausea, vomito e stati di disagio. Sicuramente la nausea ha una causa fisiologica, ma sono state associate a essa anche delle cause psicologiche.

Alcuni studiosi (Deutsch, 1946) considerano nausea e vomito una difesa di fronte alla perdita del senso d’identità, altri (Ferenczi, 1919) ritengono tali sintomi una tendenza difensiva nei confronti di un corpo estraneo inconsciamente avvertito nell’utero. Molte donne però provano esattamente una tendenza opposta che si manifesta attraverso la voglia di cibi particolari.

La gravidanza segna la fine di una fase e l’inizio di un’altra, che corrispondono al passaggio dall’essere figlia all’essere figlia e madre.

Nel secondo trimestre la mamma comincia a percepire i primi movimenti fetali e inizia a prendere forma nella sua mente l’immagine mentale del proprio bambino. Sentire il proprio bambino muoversi dentro di sé è un’esperienza davvero meravigliosa, anche se, in questo periodo, cominciano le prime preoccupazioni della mamma. E’ lecito che sia preoccupata per la salute del nascituro, fa parte anche questo della magia dell’attesa. Il pancino cresce ed è visibile agli occhi di tutti, così la futura mamma può provare un senso di disagio e di vergogna per i cambiamenti corporei.

 Il terzo trimestre è caratterizzato da nuove modificazioni fisiologiche poiché la pancia cresce, il feto aumenta di peso e cominciano a farsi sentire le prime contrazioni dette “preparatorie”. Il parto si avvicina e diviene viva anche la paura legata al dolore da parto. Ci si domanda come sarà il parto, come sarà il bambino, quanto peserà e a chi assomiglierà!   

Il tipo di legame che la gestante vive con le persone vicine di sicuro influirà sull’attaccamento pre e post-natale con il bambino. Se le relazioni affettive sono buone, la donna sarà presa da sentimenti di amore nei confronti del bambino che porta in grembo. Al contrario, se le relazioni che vive sono negative proverà sentimenti negativi e immaginerà il bambino che porta in grembo come deforme o morto.

Ci sono però anche donne che vivono la gravidanza “meccanicamente”, senza cioè pensare o sentire emozioni verso il proprio bambino ma vivendo la gravidanza come un evento sopratutto fisiologico. Lo stato mentale della madre in gravidanza influirà molto sulla qualità dell’attaccamento che essa svilupperà verso il proprio bambino quando nascerà … è bene, dunque, che la mamma viva questo momento nella maniera più serena possibile, con il sostegno del proprio partner, dei familiari e degli amici, con la consapevolezza che il suo benessere psicologico influirà anche su quello del bambino.                                                                                                             

A tal proposito, diventa utile frequentare un corso di psicoprofilassi al parto e alla nascita, non solo per apprendere le tecniche di respirazione che aiutano ad affrontare più serenamente il parto, ma anche per avere un confronto con altre donne che condividono la stessa condizione.

Hai da suggerirci un argomento che ti sta particolarmente a cuore e che desidereresti approfondire ?

Scrivici  shea.ass@gmail.com

Annunci