Gli scrittori; c’è chi li immagina chini sulla macchina da scrivere, con un bicchiere di whisky, il posacenere pieno di cicche e musica jazz in sottofondo; ci sono autori come Malamud che raccontano la disciplina di chi si sveglia al mattino e “deve scrivere” per ore o di chi batte sui tasti con forza e istinto, sudando sulla macchina da scrivere, fino a impregnarne lo stesso manoscritto; e c’è chi trae ispirazione in un momento particolare e scrive dove capita e con mezzi a volte improbabili” (http://www.frailibri.wordpress.com )

Ci sono anche donne-mamme fantastiche, magari professioniste impegnate in vari campi, che riescono a scrivere libri importanti che diventano un punto di riferimento per altre colleghe. E’ il caso di mamma Alessandra, psicologa e scrittrice toscana, che tra mille impegni, divisa tra casa, famiglia e lavoro, riesce a trovare il tempo per supportare altre mamme attraverso la scrittura, su temi assai importanti.

 

Speravo di riuscire a organizzare presso Shea una presentazione del suo libro, ma purtroppo non riusciamo con i tempi. Approfitto del Blog per farle alcune domande e permetterle di presentare il suo “ E se poi prende il vizio”!

Domanda: Alessandra; ci racconti chi sei, cosa ami fare, e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita?

Sono una donna e una mamma come tante altre … faccio lo slalom fra famiglia e lavoro con molta fatica ma anche con tanta soddisfazione. Sono sola con le mie bambine per 4/5 giorni (e notti) a settimana perché mio marito lavora sugli aerei e non abbiamo aiuti vicini, solo una baby sitter. Questo mi ha portato a confrontarmi con la solitudine e le difficoltà che provano tante mamme come me, ma mi ha anche dato la forza di cavarmela da sola e di voler condividere la mia esperienza.

Mi sono laureata ormai undici anni fa, con tanta determinazione ed entusiasmo. Quando avevo tre anni, ho detto per la prima volta che avrei voluto lavorare con i neonati e alla fine ce l’ho fatta! Adoro i bambini e vorrei che i loro diritti, anche quelli affettivi, fossero rispettati come un bene primario della nostra società! Mi piace leggere, cucinare e naturalmente, scrivere anche se non mi sento propriamente una scrittrice. Scrivo sempre, dovunque e sono di quelle che hanno l’ispirazione e possono scrivere anche su un fazzoletto di carta … scrivo di getto, d’istinto e se perdo il filo, è un gran guaio! Scrivo molto in casa quando le bambine dormono e nelle biblioteche quando mio marito mi dà il cambio …

Domanda: Fai un altro lavoro oltre a scrivere. Ti piace?

Sono psicologa perinatale, mi occupo di fisiologia di gravidanza, parto, allattamento e dei primi tre anni di vita dei bambini. Conduco gruppi dopo-parto, faccio consulenze alle famiglie e collaboro con molti siti internet e riviste scientifiche e non. Gestisco anche un mio sito internet www.psicologiaperinatale.it e curo la pagina su Facebook del mio libro. Tutto questo mi piace tantissimo!

Domanda: Ci parli dei tuoi libri, in particolare dell’ultimo, iniziando dal titolo?

In realtà ho scritto tantissimi articoli, ho partecipato a molti convegni ma “E se poi prende il vizio?” è il mio primo libro! Il titolo è stato scelto dall’editore e devo dire che all’inizio non mi aveva convinto, ora invece mi piace molto. Questo libro è nato dal fatto che mi ero accorta che ci sono tantissimi libri sulla puericultura, su allattamento, sonno, ecc. ma non ce n’era neanche uno di un autore italiano sui vizi. Come se i vizi fossero un dato di fatto e basta, indiscutibile.

Inoltre, nel mio lavoro, incontravo sempre più mamme che si scontravano con la mancanza d’informazione da parte dei pediatri e di chi stava intorno a loro circa la fisiologia di allattamento, contatto e sonno dei bambini. Mi sono decisa perciò a scrivere un libro che parlasse di fisiologia cioè di ciò che è normale per ogni bambino che nasca sulla Terra.

Non è stato facile perché non desideravo produrre l’ennesimo metodo, né esprimere la mia opinione sul tema vizi, ma volevo proprio pubblicare materiale pratico per condividere fra mamme, ma anche fra operatori, le conoscenze fisiologiche su questi temi. Essere genitori, infatti, significa scontrarsi duramente con i pregiudizi della nostra cultura che considera un bambino “viziato” se è allattato a lungo, se dorme vicino ai genitori e se viene tenuto troppo in braccio. Questo libro è il frutto di due anni di ricerche e di 8 mesi di scrittura.

Una fatica immensa con due bambine! Ma ci ho creduto fino in fondo e devo ringraziare pubblicamente gli editori che mi hanno spronato fino alla fine! E’ un libro che libera i genitori dai pregiudizi e li aiuta a credere di più in se stessi e nei loro bambini.

  Domanda: Perché le mamme dovrebbero leggere il tuo libro? E a che categoria di genitori ti rivolgi?

Penso che le mamme, i papà ma anche i nonni siano immersi nella nostra cultura e che spesso non si rendano conto di quanto questa ci condizioni nell’accudimento dei nostri bambini. Per esempio: quale mamma non si sente dire di non viziare suo figlio tenendolo troppo in braccio, troppo al seno, troppo a dormire vicino a lei … quante mamme credono di sbagliare se seguono il proprio istinto solo perché l’esperto di turno magari afferma il contrario di quello che loro sentono stando insieme alla propria creatura? E’ un libro che rafforza le mamme, che le aiuta ad andare anche controcorrente se questo è quello che sentono di voler fare.

La maggior parte delle persone che ho incontrato e che l’hanno già letto mi hanno detto che l’hanno “divorato” e che finalmente ora sanno cosa rispondere a tutti coloro che si permettono di interferire con le loro scelte! E’ un libro inoltre, che dà nozioni semplici ma accurate e fornisce una ricca bibliografia sui temi che stanno più a cuore a noi mamme: allattamento, sonno, comunicazione con i bambini, bisogni primari di tutta la famiglia, rispetto dell’affettività della competenza di tutti, bambini compresi. Direi che si rivolge a coppie in gravidanza e a genitori di bambini entro i tre anni di vita.

Domanda: Qual è il tuo scopo?  Qual è il messaggio che resta dopo la lettura del tuo libro?

Vorrei che il mio il libro servisse a stare bene con i propri bambini, ad aiutare i genitori a scegliere liberamente senza farsi condizionare dalla nostra cultura “a basso contatto”. Vorrei che servisse anche a quegli operatori che desiderano approfondire la fisiologia perché credono nella prevenzione e nella cultura degli affetti come base per una società non violenta. Il messaggio è: “Genitori sentitevi liberi di fare le vostre scelte di accudimento ad alto contatto, anche se sembreranno controcorrente!” In questo libro ci sono molte informazioni utili a tutti per essere genitori consapevoli e per sentirvi forti e sicuri, siete voi i veri esperti dei vostri figli!”

Domanda: Che mamma è Alessandra? Quanto c’è di autobiografico nel libro?

Ho limitato al massimo la condivisione della mia esperienza personale proprio perché non volevo diffondere il mio pensiero, ma condividere tutte quelle informazioni che nel tempo mi hanno aiutato a comprendere le mie bambine e i loro bisogni irrinunciabili. Certe notizie non arrivano facilmente alle famiglie, invece i giudizi si, i consigli non richiesti, le occhiatacce che fanno sentire tanto insicuri!

In tutto il libro sono riportate “voci di mamme” (anche la mia alcune volte!) proprio per cercare di rispondere a più persone possibile, ai quesiti più comuni e per condividere le esperienze su allattamento, sonno, massaggio infantile, portare con fasce, comunicazione efficace e bisogni primari dei bambini.

Domanda: Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Mi consigli un libro non tuo?

Sono una divoratrice di libri! Non riesco a consigliare uno scrittore solo. Gonzàlez certamente come libri di puericultura, poi davvero mi sembra di far torto a chi non nomino. Posso consigliare il libro che sto leggendo adesso: “Risvegliare il cuore bambino” di Carla Hannaford. Ci sono tanti libri che mi hanno cambiato la vita: “Le parole sono finestre” di Marshall Rosemberg, “Sono qui con te” di Elena Balsamo, “Perché bisogna amare i bambini” di Sue Gerhardt, tutti i libri di Michel Odent, il “Piccolo Principe”… ma smetto sennò non mi fermo più!

Un caro saluto a tutti e grazie ESTER!

 

 

 

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