Per questioni di tempo non leggo molto i giornali. Però quando devo attendere il mio turno (dal parrucchiere, dal medico)  mi concedo qualche pagina. Proprio ieri dalla dietologa ( sono a dieta !) leggo con stupore un articolo che credo debba essere divulgato a tutte. Strappo la pagina (la rivista era vecchia, ma comunque sta cosa non si fà…  😉 il detto dice “Fate quello che dico e non quello che faccio” ) e metto in borsa  il foglio.

La scrittiche è Marina Terragni, ve ne riporto una parte: “Su un comunicato dell’Unipro, associazione italiana delle imprese cosmetiche, leggo che si sta diffondendo tra i parrucchieri italiani l’uso di prodotti per la stiratura dei capelli. Si tratta di prodotti importati dal Brasile, contenente formaldeide. La formaldeide è uno dei più potenti cancerogeni in circolazione, classificata nel gruppo I, ovvero tra quelli certi per l’uomo. Gli effetti tossici si producono anche a basse dosi. In realtà non è raro che molti cosmetici la contengono.

Secondo le normativa vigenti, la percentuale di formaldeide ammessa non dovrebbe superare lo o,2 per  cento, soglia che alcune organizzazioni per la tutela della salute giudicano fin troppo alta. Questi nuovi prodotti per la stiratura dei capelli non rispetterebbero affatto questi limiti. Ecco che l’Unipro invita tutti i coiffer a vigilare e a ricorrere  esclusivamente a quei prodotti che garantiscono di rispettare le normative attuali, a tutela della salute della clientela. Ma a quanto pare questi prodotti sono già in uso in molti saloni, anche tra griffe del settore”.

Mi accodo e condivido il suo pensiero : “Ai titolari dei saloni e specialmente alle grandi firme dell’acconciatura che mettono a repentaglio la salute dei ragazzi di bottega e delle signore che frequentano il salone; Se lo fate consapevolmente siete degli autentici farabutti. Se sapete  che questa roba è nociva e la usate comunque – tanto chi potrà darvi la colpa se e quando qualcuno si ammalerà- , siete la feccia dell’umanità. Se per due euro in più fate del male agli altri, siete il demonio incarnato.

E alle signore e ai lavoranti: pretendete di conoscere la composizione dei prodotti in uso nel vostro salone. E se è roba che uccide, denunciate.

Ho fatto una cattiva azione, strappando la pagina della rivista; Ma come facevo a non condividere?

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